Gli studenti del Politecnico di Torino in ambito del corso di “Degradazione e riciclo dei polimeri”per la laurea magistrale in Ingegneria dei Materiali hanno visitato la sede di Guarene della Benassi srl.

Durante il corso della visita gli studenti hanno potuto vedere come funzionano i primi passaggi del riciclo delle plastiche, la raccolta, la selezione e la macinazione con anche le separazioni ed il trasporto pneumatico.

L’obiettivo del corso del Politecnico è di fornire allo studente conoscenze specifiche riguardo: 1) la struttura e le proprietà dei polimeri avanzati e le loro applicazioni; 2) i fenomeni di degradazione che avvengono durante il ciclo di vita dei polimeri; 3) la valutazione della durabilità dei polimeri e la loro stabilizzazione; 4) le possibilità di riciclo dei polimeri a fine vita.

La plastica destinata al riciclo presso la piattaforma di Guarene, viene sottoposta ad una prima selezione di tipo manuale, attraverso il passaggio sul nastro trasportatore, che dove i nostri operatori separano manualmente le varie famiglie di plastiche in base ai polimeri di composizione e alla dimensione. A questo punto il materiale selezionato va alla pressatura oppure, a seconda della tipologia, alla macinazione per ottenere un macinato plastico che viene trasferito mediante il trasporto pneumatico dai mulini ai sacconi di big bag per l’avvio del materiale alla lavorazione per dargli una nuova vita.

Gli addetti ai lavori del nastro di selezione rimuovono eventuali materiali plastici non idonei al riciclaggio come giocattoli in plastica erroneamente smaltiti nella raccolta differenziata della plastica…, la manodopera umana permette un’accurata selezione del materiale per consentire un riciclo di qualità.

Solo dopo la selezione, alcune categorie omogenee di plastica verranno convogliate in una pressa che darà varie balle di materiale plastico: ad esempio il PET (dato principalmente da bottiglie) in tre diverse colorazioni, cioè colorato, azzurrato e trasparente che verrà iviato ai CSS di Corepla.

L’HDPE, polietilene ad alta densità (dato principalmente dai fustini dei detersivi e flaconi vari) e l’LDPE polietilene a bassa densità (dato principalmente da buste, shopper e altro estensibile industriale), il PP, l’ABS, il PA e il PS vengono prevalentemente sottoposti a processi di macinazione.

A fine delle lavorazione vi è sempre una parte di materiale plastico non recuperabile, il cosiddetto rifiuto. Il rifiuto è dato da materiale erroneamente inserito nella raccolta della plastica o materiale plastico che non è stato scompattato. Il rifiuto andrà a costituire la base per il recupero energetico (termovalorizzatore).

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