Alessandria: un modello virtuoso per l’avvio a riciclo della raccolta differenziata

E’ stato ricco di contenuti il convegno “Una sinergia virtuosa tra pubblico e privato: l’esperienza alessandrina nell’economia circolare della filiera del riciclo” che si è svolto il 14 aprile 2016.

Il convegno, presso la Sala Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria è stato organizzato da Benfante SpA, il soggetto scelto tramite gara per valorizzare la raccolta differenziata rendendola funzionale al riciclo, in collaborazione con AMAG Ambiente SpA, che effettua i servizi di raccolta, e il Comune di Alessandria.
E’ stata un’occasione per aprire un dibattito che punta a travalicare i confini della città e della sua provincia per diventare di interesse nazionale.
Già l’introduzione del Sindaco di Alessandria, Maria Rita Rossa, è andata ben oltre il saluto di circostanza, in quanto il Primo Cittadino ha voluto sottolineare come

“questa Amministrazione abbia dovuto affrontare e risolvere la situazione insostenibile provocata dal dissesto della vecchia AMIU. Ce l’abbiamo fatta, oggi AMAG Ambiente è un’azienda sana. Per ottenere questo risultato abbiamo dovuto operare confrontarci col mercato, rispettandone le regole e cercando anzi collaborazioni strategiche come quella che oggi viene presentata”.

E’ toccato poi a Claudio Perissinotto, Presidente della nuova AMAG Ambiente, e a Enzo Scalia, Direttore Generale del Gruppo Benfante, presentare il modello di collaborazione pubblico-privato inaugurato ad Alessandria e in buona parte della sua provincia, che sta dando risultati incoraggianti.

“Il Comune – ha detto Perissinotto – ci ha dato un mandato preciso, ovvero quello di ottenere risultati sul piano ambientale, migliorando quindi la raccolta differenziata sia in quantità che in qualità, sotto il vincolo dell’efficacia e dell’efficienza. Per questo abbiamo cercato di massimizzare la valorizzazione del materiale raccolto, per arrivare all’effettivo riciclo, inaugurando la collaborazione con un gruppo industriale specializzato nel recupero dei materiali, quale è appunto Benfante. Dall’altro lato, abbiamo voluto il massimo coinvolgimento dei cittadini, che sono poi in ultima analisi i primi artefici del successo, facendo mettere a loro disposizione una campagna di informazione capillare ed immediata, declinata in diverse lingue per raggiungere anche le nuove comunità che sono diventate parte integranti della realtà cittadina”.

E proprio a conferma della necessità di possedere una profonda specializzazione per accedere a mercati ormai globalizzati quali sono oggi quelli del recupero e delle materie seconde, Enzo Scalia ha illustrato come

“il Gruppo Benfante sia una realtà nazionale che tratta e avvia a recupero 250.000 tonnellate di rifiuti all’anno, un esempio del processo di aggregazione indispensabile per un settore sinora troppo frazionato, reso possibile dall’intervento di un fondo di private equity che ha permesso la nascita di un gruppo in ulteriore crescita che, tra proprietà diretta e partecipazione, dispone oggi una rete di 11 impianti di recupero localizzati in Liguria, Piemonte, Toscana e Sardegna, ma che valorizzano poi i materiali su scala mondiale. Il recupero è il nostro business, ma siamo certi che la nostra legittima ricerca di profitto sia funzionale a trasformare in risorsa il prodotto della raccolta differenziata, producendo un beneficio economico oltre che ambientale che siamo ben felici di condividere con le comunità locali”.

E’ seguito un approfondimento ulteriore sulla filiera dei materali a base cellulosica, affidato a Michele Mastrobuono, Direttore Ambiente e Relazioni esterne di Tetra Pak Italia, e a Roberto Di Molfetta, Responsabile Raccolta e Recupero del Consorzio COMIECO. Mastrobuono, partendo dall’esempio delle confezioni Tetra Pak, ha mostrato come

“la gestione del “fine vita” sia solo un elemento nella valutazione della compatibilità ambientale di un imballaggio, che, nell’ottica di una vera circular economy, deve essere vista alla luce dell’intero ciclo di vita dell’imballaggio stesso”.

Di Molfetta ha invece messo in relazione, per quanto concerne la raccolta differenziata e l’avvio a riciclo di carta e cartone, la situazione di Alessandria e della sua provincia con quella nazionale, evidenziando come

“il bacino di Alessandria mostri un consistente progresso nelle quantità di raccolta e allo stesso tempo in Regione Piemonte restino ancora importanti margini di crescita della raccolta ancorchè, in un contesto già di eccellenza, i risultati finora raggiunti siano tra i migliori a livello nazionale”.

Il passaggio dalla riflessione locale alle problematiche nazionali è stato affidato ad una tavola rotonda dedicata proprio allo specifico tema “Lo scenario nazionale tra regolazione pubblica e mercato” che, anche alla luce delle recenti conclusioni dell’IC 49 svolta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sul sistema dei rifiuti urbani in Italia, ha visto un confronto costruttivo tra diversi soggetti che a questo sistema partecipano con ruoli e posizioni diverse.
Coordinato da Gianluca Bertazzoli, Amministratore di Hub15, il dibattito tra Paolo Giacomelli, Direttore Ambiente di Utilitalia, Luigi Gili dell’Università Bocconi, Agata Fortunato del Comitato di Verifica ANCI-CONAI e l’Assessore all’Ambiente del Comune di Alessandria Claudio Lombardi è spaziato tra ruolo delle imprese pubbliche, architettura normativa per la regolazione del comparto del recupero, possibili sviluppi per massimizzare l’effettivo riciclo e linee di tendenza di una regione all’avanguardia come il Piemonte.
In particolare Paolo Giacomelli ha sottolineato come

“il sistema, dopo quasi vent’anni dall’entrata in vigore del “Decreto Ronchi”, necessiti evidentemente di importanti interventi di riforma: basti pensare all’impostazione dell’Accordo-Quadro ANCI-CONAI, ormai di difficilissima gestione e che rischia di scontentare tutti i soggetti coinvolti, ma anche al mai risolto nodo dell’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani, che va invece superato tirando un confine preciso e restrittivo all’area dell’assimilabilità”.

Il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, infine, non ha potuto essere presente per sopraggiunti impegni istituzionali, ma ha voluto comunque lanciare un chiaro segnale di interesse ed apprezzamento per quanto fatto ad Alessandria, affermando nel messaggio che ha fatto pervenire e che è stato letto in apertura dei lavori

“è giusto partire allora da esempi positivi come quello di Alessandria, che incarna proprio il modello di economia circolare cui mi riferisco, grazie ad una stretta collaborazione tra diversi soggetti interessati alla gestione dei rifiuti urbani e alla raccolta differenziata abbinata al recupero di beni veri e propri”.

Anche al di là del caso di Alessandria, gli interventi nel loro complesso hanno dato l’impressione che il tema della corretta e positiva impostazione di rapporti di collaborazione tra area dei pubblici servizi di raccolta e realtà imprenditoriali specializzate nelle attività di recupero e avvio a riciclo sia di notevole attualità e non potrà che essere ripreso anche in altre sedi nei prossimi mesi. D’altro canto, la recente indagine conoscitiva dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato sul sistema dei rifiuti urbani in Italia (IC 49 dell’”Antitrust”) ha lanciato in questo senso notevoli spunti di discussione, delineando un percorso per arrivare ad un sistema che garantisca appieno la libertà di accesso e la competitività tra diversi soggetti, eliminando rendite di posizione e scongiurando il rischio di un interventismo pubblico fuori tempo e sicuramente inopportuno, in un settore come quello del recupero e del riciclo che necessita oggi più che mai di esperienza industriale e commerciale per una vera apertura ai mercati globali.

Guarda per il video delle interviste https://youtu.be/gBu8Qt0ewqQ 

 

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