CARTA: una nuova rinascita

L’avevano data per morta. Invece sta vivendo una rinascita. Perché nell’era del sovraccarico informativo la pagina stampata aiuta a darci chiarezza, a farci uscire dal caos e a comprendere più lucidamente la realtà.

CARTA VINCE [Tratto da L’Espresso settimanale di politica cultura economia nr. 9 anno LXIII 26 febbraio 2017 www.espresso.it – autore Marco Pacini]

… Hanno cominciato gli editori di libri e alcuni piccoli librai indipendenti a rompere le righe, soprattutto negli Stati Uniti, rimettendo in moto tipografie e rialzando vecchie saracinesche, quando le vendite degli e-book cominciavano a registrare un piccolo segno meno e quelle dei vecchi tomi un piccolo segno più.
Altri sono rimasti al loro posto, in attesa. Per i giornali la prognosi è ancora infausta, guardando i grafici che raccontano la discesa delle vendite in edicola e degli introiti pubblicitari.

… Perché può essere la carta, nell’era del sovraccarico informativo, a “metterci in pace” con il nostro cervello, come sembra ormai suggerire una mole considerevole di studi iniziati alla fine del secolo scorso. E che giungono, nella stragrande maggioranza dei casi, a una conclusione condivisa: la lettura su carta garantisce una migliore e più profonda comprensione del testo, oltre che una migliore memorizzazione.

…Il “caso” si presenta con particolare urgenza nella scuola, dove la spinta “ideologica” verso il modello digitale con lavagne interattive multimediali (Lim) e studenti con nello zaino solo il tablet, sta subendo i primi contraccolpi. Joe Heim  del Washington Post ha raccontato di recente il “caso Finlandia”, il paese con il sistema scolastico più digitalizzato dove si è persino arrivati a mettere in agenda  l’ abolizione della scrittura calligrafica. L’interesse del giornalista Usa è nato dal calo di rendimento  degli studenti finlandesi nei test Pisa, dove erano tradizionalmente primi al mondo. Rispondendo alle domande di Heim, Pasi Sahlberg, un’autorità nel sistema scolastico finlandese (oltre che  autore del bestseller seller “Finnish lessons 2.0. What can The world learn from educationale chance in Finland”), ha dovuto ammettere: «Fino ai primi anni Duemila gli studenti finlandesi delle elementari erano i migliori lettori del mondo, ma ora non è più così. Le prove del Pisa sono basate molto sulle capacità di comprensione del testo degli studenti. Probabilmente l’arrivo delle tecnologie portatili tra i bambini in questo decennio, ha accelerato questa tendenza».

QUEL SENSO PROFONDO DELLA CELLULOSA [Tratto da L’Espresso settimanale di politica cultura economia nr. 9 anno LXIII 26 febbraio 2017 www.espresso.it – autore Sabina Minardi]

Negli Stati Uniti i lettori esclusivi di e-book erano arrivati quasi al 20 per cento 
del mercato, poi è iniziato il calo. Ed è tornato ad aumentare il libro rilegato.

«C’è una grande attenzione, in questo momento, verso il mondo della carta», conferma Massimo Medugno, direttore generale di Assocarta: «I dibattiti sull’informazione riportano in evidenza la centralità dei giornali; nei libri ritrovano un ruolo le copertine; e si ribadisce il piacere di sfogliare: invenzione tecnologica che rende ancora il libro ben più pratico dell’e-book».

… Lievi, ma costanti, segnali di miglioramento nel recupero della lettura in Italia provengono anche dall’Aie. E su un punto l’associazione italiana editori non ha dubbi: il libro di carta continuerà a mantenere un ruolo non sostituibile dalle sue versioni digitali.

… I dati confermano il fenomeno: «I lettori esclusivi di e-book, secondo indagini Aie, sono tra l’1 e il 3 per cento», sostiene Peresson, una percentuale non dissimili dal resto d’Europa: «E proprio i più giovani, i più inclini alla tecnologia, preferiscono la lettura su carta». Ovvio che in Italia il trend partito in ritardo appaia, in cifre, in crescita: oggi l’impatto degli e-book rappresenta il 5,1 per cento delle vendite trade (nelle librerie, online, nella grande distribuzione). Era il 4,2 per cento nel 2015; il 3,4 per cento nel 2014. In termini di fatturato gli e-book valgono oggi 51 milioni di euro, rispetto ai 281 milioni dell’intero mercato digitale.

SE LA MANO TOCCA, IL CERVELLO RISPONDE [Tratto da L’Espresso settimanale di politica cultura economia nr. 9 anno LXIII 26 febbraio 2017 www.espresso.it – autore Francesca Sironi]

In difesa del libro cartaceo ora scende in campo anche la neuroscienza, come spiega Davide Crepaldi, intervistato di Francesca Sironi nell’articolo “Se la mano tocca, il cervello risponde” (da L’Espresso del 26 febbraio). ‘E’ dimostrato – dice Crepaldi – che la memoria e la comprensione di un testo migliorano se questo viene letto su supporto fisico.‘

E la prima ragione è il tatto: la multisensorialità della pagina , al tatto, aumenta infatti gli stimoli, quindi la piacevolezza registrata dal cervello continua a creare rimandi fra aree diverse nella lettura.

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