Il modulo fotovoltaico è riciclabile oggi per l’80% circa del suo peso. Silicio, vetro, rame e alluminio una volta separati sono facilmente riciclabili e utilizzabili per realizzare altri pannelli o oggetti di diversa natura.

Il Decreto Legislativo 49/2014, sulla base della Direttiva RAEE europea 19/2012/EU, prevede che i pannelli fotovoltaici siano considerati “apparecchiature elettriche ed elettroniche” (AEE) e pertanto a fine vita devono essere gestiti come RAEE da smaltire attraverso la raccolta differenziata e da avviare al riciclo al fine di salvaguardare l’ambiente e contribuire al recupero di materie prime secondarie che possono essere reimmesse nei cicli produttivi (silicio, vetro, alluminio e plastica)..
Per legge, sono i produttori e gli importatori dei moduli a doversi occupare della corretta gestione del fine vita dei prodotti che immettono sul mercato.
L’Italia ha una potenza installata pari ormai a oltre 16 GWp e un numero di moduli che si aggira intorno ai 50 milioni di pezzi.
Dal 1° luglio 2012 tutti gli impianti fotovoltaici installati, devono essere dotati di un certificato, rilasciato dal produttore o importatore dei moduli, attestante l’adesione del medesimo a un Sistema o Consorzio europeo che garantisca il riciclo dei moduli al termine della loro vita utile. Tale certificato andrà inoltre inviato dal soggetto responsabile dell’impianto al GSE (Gestore dei servizi energetici) per beneficiare delle tariffe incentivanti.
Il singolo modulo deve essere “tracciato” dal momento della immissione sul mercato italiano sino al momento dello smaltimento.

Benfante può procedere su richiesta del cliente a disassemblare gli impianti direttamente presso i siti dove sono allocati. Tutti gli elementi vengono poi inviati separatamente agli impianti di riciclo.

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