Riciclare i prodotti è uno dei pilastri del pacchetto di proposte per una transizione a una “economia circolare” presentato dalla Commissione Europea, presieduta da Jean Claude Juncker. Il pacchetto è stato approvato il 2 dicembre 2015: il rifiuto è sempre più “una risorsa” per i nuovi obiettivi europei.

 

Dalla progettazione alla gestione dei rifiuti, dai processi industriali ai comportamenti dei consumatori: l’obiettivo è di allungare il più possibile il ciclo di vita del prodotto negli anni. L’end of waste di un rifiuto è un concetto verso cui tutti i paesi moderni tendono per poter riutilizzare più volte una materia prima che essa venga trasformata in energia (“incenerita” nei termovalorizzatori), in un circolo virtuoso di recupero, reimpiego e crescita sostenibile che generi risparmi per le imprese (600 miliardi di euro, l’8% del fatturato annuo), crei dei nuovi posti di lavoro (580 mila cosiddetti “green jobs”) e preservi l’ambiente riducendo dal 2 al 4% le emissioni dei gas serra. Quindi aumentare il riciclaggio e diminuire il numero di discariche. In Italia siamo al 31% con differenze regionali fortissime, dal 7% di Friuli e Lombardia all’84% della Sicilia!

Per segnare l’addio definitivo alla cultura dell’usa e getta.

L’Italia si caratterizza con una media del 40% di raccolta differenziata, con una forbice tra Nord e Centro-Sud molto significativa, con regioni arretratissime come Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia.
Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera, ha affermato che in Italia si è arrivati a riciclare e recuperare circa 25 milioni di tonnellate di materiali riciclabili contro i 23 milioni Germania. Gran parte di questi rifiuti viene trattata negli impianti del Nord Italia.

L’industria del riciclo continua a crescere, decollando con numeri a libello europeo, trainata soprattutto dai settori imballaggi, apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee + 3%*) e frazione organica (+9,5%*).

*dati estrapolati dal Sesto Rapporto “L’Italia del Riciclo 2015” è stato realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da FISE UNIRE e presentato il 15 dicembre scorso a Roma.

 

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