Il nuovo obiettivo: riduzione pro capite del rifiuto indifferenziato

Diventa impellente incominciare a trattare il problema dei rifiuti indifferenziati partendo non dalle modalità per il loro smaltimento, ma dalla riduzione della quantità prodotta da ciascun abitante.

L’aumento della quantità di rifiuti prodotti, soprattutto nel corso degli ultimi anni,  ha determinato nuove e numerose criticità riguardanti aspetti ambientali (inquinamento), economici (costi per lo smaltimento dei rifiuti), e quelli legati alle risorse energetiche e al consumo di materie prime esauribili. Impellente è lavorare per una riduzione del rifiuto indifferenziato pro capite: nuova grandezza da utilizzare come metro di misura.

Il target del 65% di raccolta differenziata, non ancora raggiunto uniformemente in Italia, è stato il primo passo per una gestione virtuosa dei rifiuti: pur rimanendo in vigore gli obiettivi quantitativi di raccolta, fissati al 65% nel 2012 (art. 205 del Dlgs 152/06), le politiche di raccolta differenziata vanno orientate a criteri di effettivo riciclo dei materiali raccolti in modo differenziato. La quantità di materia effettivamente recuperata dipende, più che dalla quantità, dalla qualità della raccolta e quindi dalla percentuale di frazioni estranee presenti nel rifiuto differenziato.

[Nel 2014, la percentuale di raccolta differenziata è arrivata al 45,2% (13,4 milioni di tonnellate) con un aumento del 3% rispetto al 2013. E’ stato così raggiunto il livello obbligatorio dal 2008. Peccato però che nel frattempo il target sia salito al 65%: la rincorsa continua, sempre in ritardo anche se il trend di miglioramento continua.]

leggi REPUBBLICA – 24 ottobre 2015

leggi Comuni ricicloni ILSOLE24ORE – 16 luglio 2016

Ma non solo, occorre iniziare a pensare anche in termini di riduzione del quantitativo annuo di rifiuto indifferenziato pro capite (nel 2014 era superiore ai 200 kg/abitante). L’Emilia Romagna ci prova con la legge regionale sull’economia circolare: il provvedimento punta a minimizzare “il quantitativo di rifiuto urbano non inviato a riciclaggio con l’obiettivo di raggiungere un quantitativo annuo pro capite inferiore ai 150 chilogrammi per abitante”.

Anche il Piemonte propone l’approvazione del “Testo Unico sui Rifiuti” che prevede “entro il 2018 la produzione annua pro capite di rifiuto indifferenziato a livello di area vasta dovrà essere non superiore ai 190 chilogrammi ad abitante, ed entro il 2020 non superiore ai 159

leggi ECO DALLE CITTA’ – 21 luglio 2016

 

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