Quasi l’80 % dei rifiuti presenti nel mare proviene dalla terra e la maggior parte di essi sono materie plastiche. Al giorno d’oggi, capita di trovare borse di plastica nello stomaco di uccelli marini e di balene spiaggiate, perciò è evidentemente il momento di agire.»

Karmenu Vella [Commissario europeo per l’Ambiente]

100 miliardi di borse di plastica, in Europa, ogni anno: molte finiscono negli oceani e mari. L’utilizzo dei sacchetti di plastica genera 25 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica. Meno del 30% della plastica utilizzata viene raccolta ed avviata a riciclo, buona parte finisce in discarica dopo un ciclo relativamente breve di vita. Il costo economico è di 105 miliardi di euro all’anno: il 95% del valore dei materiali plastici da imballaggio viene gettato.

L’UE vuole correre ai ripari sviluppando norme ambientali fra le più rigorose al mondo per diminuire il consumo di plastica e aumentarne il riciclo, per proteggere la natura e salvaguardare la salute e la qualità della vita dei suoi cittadini. Contemporaneamente, è indispensabile promuovere crescita e innovazione, trasformando così una sfida ambientale, in un’opportunità per il futuro dell’Europa, creando un nuovo mercato e nuovi posti di lavoro.

L’innovazione passa dallo sviluppo di materiali plastici più intelligenti e più riciclabili, da processi di riciclaggio più efficienti che permattano di tracciare e rimuovere le sostanze pericolose e i contaminanti dalle materie plastiche riciclate.

Secondo i nuovi piani, tutti gli imballaggi di plastica sul mercato dell’UE saranno riciclabili entro il 2030, mentre l’utilizzo di sacchetti di plastica monouso sarà ridotto e l’uso intenzionale di microplastiche sarà limitato. I governi nazionali, ai sensi della nuova direttiva sulle borse di plastica, devono garantire che il consumo annuale di borse in materiale leggero a persona non sia superiore a 90 entro la fine del 2019 e che si riduca a 40 entro la fine del 2025. Gli stati membri possono attuare diverse strategie per raggiungere gli obiettivi UE.

L’Italia, ad esempio, oltre a vietare l’uso di qualsiasi borsa non biodegradabile o compostabile ha introdotto una forma di pagamento “visibile” negli scontrini con lo scopo di sensibilizzare i cittadini sui costi economici e ambientali della diffusione dei sacchetti di plastica. Anche la Francia ha adottato misure simili per ridurre l’inquinamento.

Il design di prodotto ha un impatto diretto sulla riciclabilità delle materie plastiche e incide sulla possibilità per i prodotti e i materiali di scarto di tornare al mercato. La Commissione Europea mira ad incoraggiare e sostenere le scelte di progettazione dei prodotti che tengano conto dell’intero ciclo di vita delle materie plastiche e dei prodotti in plastica, rendendole più durature, riutilizzabili e facilmente riciclabili.

Il packaging è uno degli usi principali della plastica, entro il 2030 tutti gli imballaggi in plastica dovrebbero essere riciclabili.

La tipologia di materie plastiche riciclate sta aumentando. Ma solo il 6% dei nuovi imballaggi e prodotti in plastica è realizzato con plastica proveniente dal riciclo.

L’obiettivo entro il 2030 è che 10 milioni di tonnellate di plastica riciclata vengano trasformate in nuovi prodotti sul mercato dell’UE.

Frans Timmermans, primo vicepresidente responsabile per lo sviluppo sostenibile, ha dichiarato: “Se non modifichiamo il modo in cui produciamo e utilizziamo le materie plastiche, nel 2050 nei nostri oceani ci sarà più plastica che pesci. Dobbiamo impedire che la plastica continui a raggiungere le nostre acque, il nostro cibo e anche il nostro organismo. L’unica soluzione a lungo termine è ridurre i rifiuti di plastica riciclando e riutilizzando di più. Si tratta di una sfida che i cittadini, le imprese e le amministrazioni pubbliche devono affrontare insieme. Con la strategia dell’UE sulla plastica stiamo inoltre propugnando un nuovo modello di economia più circolare. Occorre investire in nuove tecnologie innovative che proteggano i nostri cittadini e mantengano il nostro ambiente sicuro, senza farci rinunciare alla competitività della nostra industria.

 

 

 

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