Il Nord è diventato la Terra dei Fuochi? La squadra di PresaDiretta ha viaggiato attraverso i nervi scoperti del paese, per provare a capire il futuro che ci aspetta.

In Lombardia e anche nel resto del nord del paese gli impianti che trattano i rifiuti sono sempre più ingolfati e i roghi si moltiplicano. Cosa sta accadendo, sta saltando il ciclo dei rifiuti?

Negli ultimi 3 anni ci sono stati 261 incendi in impianti che trattano rifiuti e quasi la metà al Nord, Lombardia in testa.

Le aziende di ReLife Group raccontano a PresaDiretta come è possibile evitare che si sviluppi la Terra dei Fuochi, come è possibile attraverso investimenti in innovazione tecnologica e in capitale umano, controllare e gestire i rifiuti che vengo avviati al processo di riciclo.

Secondo il Fondo Monetario Ia Cina ha contribuito per 1/3 alla crescita economica mondiale. Lo ha fatto producendo beni a basso costo destinati per il 93% all’export. Per produrre ed imballare ha bisogno di plastica e ha iniziato a comprare plastica da riciclare a ritmi impressionanti.

Fino a quando con una lettera al WTO ha detto basta.

Prima che la Cina chiudesse i porti alla nostra plastica, si esportava – grazie alla richiesta di questo materiale da recupero da parte del far east – con prezzi superiori a quelli del mercato italiano. Il blocco delle dogane cinesi ha portato ad un surplus di materiale plastico con il relativo deprezzamento, circa 4 volte in meno, per la semplice legge della domanda e dell’offerta. Il prezzo della carta da macero si è ridotto del 70%

Gli scarti industriali di carta e plastica in Italia rappresentano circa l’80% dei rifiuti raccolti.

In Italia si raccolgono all’anno più di 6.000.000 di tonnellate di carta da macero. Le cartiere assorbono circa 4.500.000 di tonnellate e si viene a creare un surplus di circa 2.000.000 di ton che devono trovare una collocazione in altri paesi quali Europa, Asia, Vietnam che hanno la possibilità di riciclare questi materiali.

L’Italia è leader nella raccolta differenziata, è più brava della Germania e Francia. Ma il nostro mercato non riesce ad assorbire tutti i rifiuti che si possono rigenerare. Il 20% delle imprese in Europa controlla l’80% dei flussi, in Italia per la carta da macero è l’opposto: le aziende sono 600 per ogni sito si lavorano solo 10.000 ton delle 6.000.000 di tonnellate raccolte, e non si riescono a fare investimenti per che questo segmento ha bisogno di fare.

Unendo le forze gli imprenditori di ReLife Group, negli ultimi 4 anni, hanno decuplicato tonnellate di rifiuti trattate lavoratori e fatturato. Sono stati fatti investimenti fondamentali per sviluppare la tecnologia all’avanguardia per la selezione e separazione dei rifiuti di cui si sono dotati gli impianti di ReLife Group.

Per salvaguardare gli impianti e le persone sono state installate telecamere termiche con controllo remoto che, in qualsiasi momento, permettono di vigilare che la temperatura all’interno dei capannoni non salga.

L’incremento della temperatura può essere indice di principi di combustione di materiale e il monitoraggio è la prima forma di prevenzione degli incendi.

Il costo iniziale di installazione dell’impianto di telecamere è stato di 220.000 €, a cui si aggiunge il costo annuale di manutenzione e di service per il funzionamento delle cabine di controllo.

Negli impianti del Gruppo ReLife, lavorare bene significa ridurre la produzione del cosiddetto “rifiuto del riciclo”. Il rifiuto del riciclo, ossia la parte dei rifiuti che non può essere riutilizzata, deve andare a smaltimento e i costi si aggirano tra le 140 e 160 € a tonnellata che le aziende del gruppo devono sostenere per disfarsi degli scarti. Questo costo rappresenta l’onere più alto per le aziende che trattano rifiuti. Inoltre, sono pochi i siti che ritirano questa tipologia di scarti da smaltire, e le loro tariffe ogni 2 mesi vengono ritoccate in alto.

Così gli imprenditori che operano in maniera sana e secondo le regole non possono essere concorrenziali. il materiale non si riesce a smaltire.

L’Italia sta vivendo una situazione di sofferenza, ecco perché bruciano i rifiuti. Aziende che operano nell’illegalità utilizzano gli incendi per “far sparire” i rifiuti che dovrebbero invece smaltire. Con l’incendio si cerca di cancellare le tracce di quello che è un ingente traffico di rifiuti: le aziende criminali si fanno pagare 150 € a tonnellata per smaltire i rifiuti, ma invece di procedere alle operazioni di smaltimento, secondo le norme e le leggi ambientali, nascondono e successivamente danno fuoco ai rifiuti liberandose, cacellando le tracce e poi sparendo. L’azienda che sa a monte che in maniera criminale che non affronterà i costi che sono da supportare per quella tipologia di rifiuti si propone sul mercato a prezzi inferiori a quelli che devono essere: ecco perché lo spread tra operare in maniera lecita e in maniera illecita in questo momento è notevole.

Clicca qui per vedere la puntata NORD TERRA DEI FUOCHI andata in onda Sabato 2 MARZO 2019 ALLE 21:45

Comments are closed.