Il Waste Strategy Annual Report 2017, elaborato da Althesys e presentato a Roma il 21 Novembre nell’iniziativa “Rifiuti, una strategia nazionale verso il 2030”, ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Franco Prestigiacomo CEO di Xenon Private Equity, il Fondo presente nel capitale azionario di Benfante S.p.A.

Il Gruppo Benfante tra gli attori del waste management presente al WAS REPORT 2017.

Alla presentazione del Waste Strategy Annual Report 2017, elaborato da Althesys hanno partecipato i rappresentanti delle principali imprese del settore, (A2A Ambiente, Contarina, Geofor, GRT Group, HERAmbiente, IREN Ambiente, Marche Multiservizi), del mondo della finanza (Cassa Depositi e Prestiti, UniCredit Bank, Xenon Private Equity, BNP Paribas) e rappresentanti istituzionali e delle principali associazioni di categoria (Ministero dell’Ambiente, Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, AGCM, Utilitalia, Fise Assoambiente, CIC).

Il Rapporto, giunto ormai alla quarta edizione, ha mostrato i dati di un settore che cresce, anche se a macchia di leopardo, a ritmi ben più veloci di quelli dell’economia. Il valore della produzione dei soli 100 top player nei rifiuti urbani ammonta nel 2016 a quasi 7 miliardi e mezzo di euro, con un aumento del 3,8% sul 2015, più del doppio dell’aumento della nostra economia, fissato all’1,5%. Se poi a questi numeri si aggiungono quelli del comparto della selezione a valle della raccolta differenziata, le cifre complessive sfiorano i 10 miliardi; in altre parole l’intero settore arriva a valere quanto la metà dell’attuale manovra finanziaria.

“Il settore italiano della gestione dei rifiuti urbani sta attraversando una delicata fase di transizione, caratterizzata dalla crescita dei player industriali e dal persistere di criticità nel quadro normativo e di governance”, ha evidenziato Alessandro Marangoni di Althesys presentando il rapporto. “Serve una strategia che – oltre a prevedere stabilità normativa, un’Autorità di regolazione indipendente e un adeguato piano infrastrutturale – richiede uno sforzo notevole su più fronti: un forte aumento della quantità e qualità della raccolta differenziata e del riciclo, consistenti investimenti in nuova capacità di termovalorizzazione, di trattamento dell’organico e di valorizzazione delle matrici riciclabili. Il tutto favorendo l’industrializzazione del settore, agevolando i processi di aggregazione e creando le condizioni per finanziare gli investimenti”.

Dopo l’energia, quello dei rifiuti è ora il settore che si rafforza e comincia ad avere numeri importanti. Mettendo assieme oltre ai “magnifici 100” – i grandi player presi in considerazione dal Rapporto WAS – anche le 114 imprese che si occupano di recupero di materiali, si arriva quasi a 10 miliardi di fatturato. Dallo studio emergono gli effetti di questo processo di consolidamento: il confine tra i due settori della raccolta e della selezione e valorizzazione, ad esempio, si sta assottigliando.

Le fasi a valle della raccolta stanno, infatti, assumendo un ruolo strategico, sia a causa di politiche ambientali che per la ricerca di business a maggior valore aggiunto. L’esame dei principali player delinea però un comparto piuttosto frammentato e disomogeneo. Larga parte degli operatori (74%) tratta molteplici materiali, mentre il 15% si focalizza su uno solo (tipicamente carta, plastica o vetro) e l’11% circa su due materiali (per lo più carta e plastica o plastica e metalli). Nel complesso, la marginalità di queste imprese rimane piuttosto bassa. Tuttavia il settore della selezione si sta lentamente consolidando. Nel 2016 le prime dieci aziende hanno coperto il 37% circa del valore della produzione totale. La tendenza a integrare la fase di raccolta con quella di valorizzazione dei materiali da RD si conferma come uno dei driver della trasformazione in atto con la progressiva variazione del peso delle varie voci nel mix di costi e ricavi della filiera.

Scarica il programma dell’incontro Waste Strategy Annual Report 2017

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