Recycling Factory

RECYCLING FACTORY

Impianto separazione delle raccolte differenziate

RECYCLING FACTORY, un polo del Nord-Ovest per la valorizzazione delle raccolte differenziate urbane e dei rifiuti speciali recuperabili.

RECYCLING FACTORY è un modernissimo impianto di selezione automatizzato che consente di assicurare la massima valorizzazione e il pressoché totale avvio a riciclo delle raccolte differenziate provenienti dai Comuni, dai Consorzi e dalle Imprese di Igiene Urbana e dei rifiuti speiali non pericolosi delle Imprese e della GDO.

MA è, anche, una filosofia d’approccio innovativa: trasparenza e praticità coniugata con convenienza ed economicità, sicurezza e affidabilità per gestire la richiesta di migliore qualità dei materiali da parte dell’industria del riciclo, fornendo ai clienti certezza di gestione corretta, massimo recupero, a prezzi competitivi.

RECYCLING FACTORY è quindi la risposta all’esigenza di tutti i soggetti produttori e gestori di rifiuti, sia urbani che speciali non pericolosi, di alleggerirsi davvero del loro peso senza appesantire i bilanci e senza incorrere in sgradite sorprese.

GUARDA IL VIDEO

DOVE

RECYCLING FACTORY (40.000 mq di superficie) è a Tortona, in provincia di Alessandria, E’ uno snodo viario strategico, posto com’è all’intersezione di tre autostrade che lo rendono assolutamente funzionale rispetto sia alla direttrice Nord-Sud che a quella Est-Ovest.

Per questo è un’opportunità per l’intero Piemonte, per la Liguria, e per le province limitrofe della Lombardia e dell’Emilia Romagna, e quindi Pavia, Sud Milano, Lodi e Piacenza.

RECYCLING FACTORY è quindi la risposta all’esigenza di tutti i soggetti produttori e gestori di rifiuti, sia urbani che speciali non pericolosi, di alleggerirsi davvero del loro peso senza appesantire i bilanci e senza incorrere in sgradite sorprese.

A CHI SI RIVOLGE

Alla continua crescita quantitativa delle raccolte differenziate urbane delle frazioni secche riciclabili (carta/cartone, plastica, cartoni per bevande/contenitori Tetra Pak, alluminio, acciaio, legno, vetro), corrisponde sempre più l’esigenza da parte dei Comuni e delle loro Aziende di Igiene Urbana di contenere e razionalizzare i costi, avendo la certezza di poter contare su proventi certi derivanti dalla valorizzazione di quanto raccolto, per assicurare la sostenibilità economica dell’intero sistema in un periodo in cui le risorse pubbliche vanno gestite con estrema oculatezza. Questa certezza dipende dalla qualità del materiale conferito ai Consorzi del “Sistema CONAI”, che deve essere quindi preventivamente controllata e, se del caso, corretta a valle della fase di raccolta di cui sono protagonisti i cittadini.

Da parte loro, le Imprese manifatturiere e la GDO hanno risposto alla crisi ottimizzando ogni loro ciclo produttivo e gestionale, e quindi anche quello dei Rifiuti Speciali che residuano dalle loro attività e che devono quindi essere trasformati quanto più possibile in una “partita attiva” anziché in un costo, assicurandone al contempo una gestione conforme alle normative ed ambientalmente sostenibile.

RECYCLING FACTORY, in quanto ideale anello di congiunzione tra i Cittadini, gli Enti, le Aziende che effettuano la raccolta ed il sistema delle Imprese specializzato nel riciclo, è quindi la risposta a questa esigenza di qualità per tutte le realtà (Comuni, Consorzi di Comuni, Aziende di Igiene Urbana, Imprese artigianali, industriali e della media e grande distribuzione GDO) del Nord-Ovest.

COME: ATTIVITÁ OPERATIVA

Nella progettazione di RECYCLING FACTORY, oltre che alle migliori tecnologie disponibili, la priorità è stata data alla flessibilità, ottenendo così un sistema in grado di selezionare le raccolte differenziate “multimateriale” (leggere e/o pesanti), di “prepulire” le raccolte “monomateriale” (soprattutto di carta/cartone e plastica), e di assicurare il massimo di recupero e valorizzazione dalla cernita dei rifiuti ingombranti e da quella dei flussi di rifiuti speciali secchi recuperabili provenienti dalle Imprese, consentendo così il pieno e sicuro rispetto degli standard qualitativi molto restrittivi posti dai Consorzi del “Sistema CONAI” e la massimizzazione dei tassi di recupero di materia.

Il nuovo sito di 14.000 metri quadri di cui 6.500 coperti si affianca a quello preesistente di 26.000 metri quadri, già dedicato principalmente al recupero di carta e cartone, per un totale di 40.000 metri quadri interamente dedicati alla lavorazione e al recupero delle frazioni secche riciclabili.

RECYCLING FACTORY è dunque un MRF (Material recycling facilities, ossia “impianto per i materiali riciclabili”): con l’ausilio di idonei sistemi meccanici di pretrattamento e pulizia del materiale in alimentazione, consente di selezionare tutti i materiali riciclabili quali: vetro, carta, plastica, metalli ferrosi, alluminio, legno.

Con pochi accorgimenti, impianti di questo tipo possono essere utilizzati anche per la selezione e valorizzazione della frazione secca indifferenziata residua dei rifiuti urbani, riducendo di un ulteriore 30% circa la quantità di rifiuti da destinare allo smaltimento.

Il ciclo di lavorazione, interamente controllato da un moderno sistema di gestione software che consente un costante monitoraggio e taratura dell’intero impianto, è estremamente lineare pur in presenza di una tecnologia sofisticata, e si compendia di fasi ben distinte e rigidamente proceduralizzate.

Il funzionamento si può suddividere in fasi:

accettazione e pesatura dei mezzi che trasportano e conferiscono i rifiuti provenienti dalle raccolte differenziate cittadine o dalla raccolta dei rifiuti speciali secchi non pericolosi delle Imprese;
scarico a terra e prima ispezione visiva per verificare la conformità del rifiuto al formulario e la sua lavorabilità;
sistemazione del rifiuto scaricato in apposite aree in attesa di stoccaggio;
immissione del rifiuto nell’impianto di lavorazione vero e proprio nella seguente sequenza:

  • rompisacchi (bag-breaker), che libera i rifiuti dai sacchetti si plastica che li contengono e sparpaglia il materiale sul nastro trasportatore;
  • vaglio rotante, che genera tre flussi ben distinti:
  1. sottovaglio, costituito da corpi di piccola e piccolissima pezzatura non recuperabili e destinati quindi llo smaltimento;
  2. sopravaglio, costituito da materiali di grosse dimensioni che vengono inviati direttamente alla cabina di selezione per la cernita manuale;
  3. selezione automatica, costituito di materiali che per caratteristiche dimensionali sono destinati alle successive fasi automatizzate;

selezione automatica: dei corpi rigidi, basata su di una sequenza di macchinari per separare specificamente i diversi materiali:

  1. il magnete separa i metalli ferrosi
  2. le correnti di Foucault (o parassite) separano l’alluminio e i metalli non ferrosi
  3. i lettori ottici, che essendo dotati di lampade “a luce visibile” (VIS) per individuare i materiali sulla base delle loro caratteristiche cromatiche specifiche e “vicino infrarosso” (NIR) per riconoscere i materiali dalle caratteristiche della loro luce riflessa, permettono di selezionare ad esempio specifiche matrici polimeriche di imballaggi in plastica o i cartoni per bevande (Tetra Pak) in base alla combinazione desiderata e programmata;

controllo manuale della qualità, effettuato da operatori sui nastri in uscita dai diversi macchinari selettori prima dell’avvio ai singoli magazzini-prodotti (silos);
compattazione prodotti, che grazie ad una pressa continua ad alta capacità di riduzione volumetrica, è in grado di assicurare le densità richieste per l’ottimizzazione logistica;
compattazione degli scarti residui dal processo di selezione per il successivo avvio a smaltimento in termovalorizzatori o discariche.

L’attività sui rifiuti interessa le seguenti aree operative, che sono dedicate e delimitate, per evitare ogni possibilità di commistione di flussi e di fasi:

area di pesatura
area di conferimento
area di stoccaggio preliminare dei rifiuti
area di selezione automatizzata e manuale
area di riduzione volumetrica (pressa)
area di stoccaggio delle diverse tipologie di imballaggi in plastica selezionati
area di stoccaggio dei rifiuti metallici ferrosi selezionati
area di stoccaggio dei rifiuti metallici non ferrosi selezionati
area di stoccaggio dei cartoni per bevande selezionati
area di stoccaggio dei cartoni e cartone selezionati
area di stoccaggio degli scarti di lavorazione residui

Grazie all’innovativa linea di selezione, al personale altamente qualificato e alla capacità di movimentazione dei flussi di rifiuti in entrata e in uscita, l’impianto raggiunge una capacità operativa di lavorazione superiore a 5.000 kg/ora di “multimateriale leggero”/plastica e di oltre 15,000 Kg/ora di rifiuti cellulosici.

Idonei sistemi di captazione delle polveri derivanti da tutte le fasi di lavorazione consentono il ricambio d’aria nei locali di lavorazione con presenza di operatori (cabine di cernita), a garanzia del rispetto delle norme relative agli ambienti di lavoro, e il successivo abbattimento delle polveri prima dell’emissione in atmosfera.

La figura mostra il principio generale di funzionamento di una macchina di separazione ottica di materiali

1. Alimentazione del materiale non smistato

2. Scanner dello spettrofotometro

3. Camera di separazione

Il materiale da smistare (1) viene trasportato in maniera omogenea tramite sensori su un nastro trasportatore. Il materiale viene rilevato sul nastro tramite dei sensori (2) a base di spettrofotometro a raggi infrarossi vicini veloci (NIR) e a luce visibile (VIS). Queste informazioni sono analizzate da un sistema elettronico collegato successivamente. Sul lato di sgancio del nastro si trova un modulo di scarico (o due) dotato di un numero elevato di valvole singole. Se i sensori riconoscono le particelle da respingere, le singole valvole vengono aperte in una posizione precisa e il materiale verrà respinto tramite l’aria compressa. Il materiale smistato è separato in due frazioni.