Equinozio di Primavera al tempo del coronavirus

Ieri era l’Equinozio di Primavera, quando la notte coincide finalmente con il giorno, quando la luce diventa simbolo di rinascita. E noi come abbiamo trascorso il nostro ultimo mese?

Abbiamo riscoperto quanto sia importante la nostra salute personale, dei nostri cari, dei nostri colleghi, dei nostri fornitori, dei nostri clienti. E quanto sia importante investire risorse in prevenzione. Prima che le cose accadano, per evitare di farci male a inseguirle.

Abbiamo investito sulle nostre mani, soprattutto lavandole con acqua e sapone, e proteggendole ancora di più per permettere ai nostri camion di mettersi in moto, ai nostri muletti di spostarsi, ai flussi di raccolte differenziate di diventare MPS sui nastri di selezione, alle presse di funzionare, alle tastiere dei nostri PC di diventare ordini, logistica, fatture.

Abbiamo dato continuità al lavoro di tutti i giorni nonostante il coronavirus: ritirare i rifiuti che possono essere trasformati in nuova materia prima. Dopo questo mese, abbiamo la certezza e l’orgoglio che il nostro lavoro sia davvero indispensabile per il ciclo produttivo di carta e cartone, per produrre protezione nello spazio e nel tempo (la metafora degli imballaggi in cartone) ai beni di prima necessità che, soprattutto oggi, devono essere ancora più consegnati a chi è obbligato a stare fermo. Abbiamo messo ancora più energia nei progetti di sviluppo di business con partners internazionali, perché è solo su base mondiale che ogni comunità locale diventa comunità evoluta.

Al tempo del coronavirus, abbiamo rivoluzionato in poche ore tutti i turni di lavoro, per tenere le giuste distanze tra le persone. Abbiamo cercato DPI per le nostre persone in tutte le parti del mondo, trovandoli. Abbiamo anticipato la nostra personale “rivoluzione digitale” inserendo e imparando a usare programmi evoluti di connessione a distanza, investendo in 45 nuovi PC portatili, in sofisticati strumenti di connessione.

Abbiamo imparato a lavorare sul tavolo della nostra cucina, sorridendo ai figli dei colleghi che si affacciano all’improvviso sullo schermo del PC. Abbiamo imparato la responsabilità e la disciplina dello smart working (si, ne occorre un po’ di più), abbiamo esplorato nuove forme di comunicazione, abbiamo riso alle lacrime per come la creatività collettiva sappia trasformare una potenziale ansiogeno in occasione di divertimento, soltanto mutandone la prospettiva.

Sì, possiamo dire che è stato un gran mese! Anche se nessuno ci farà applausi dal balcone, che continuiamo a rivolgere a chi sta esposto in prima linea, noi andiamo avanti con la certezza che il miglioramento di domani nasca dall’impegno di oggi.

E quindi continuiamo con ottimismo, ci infiliamo le cuffie e diamo retta anche a Vasco:

Non è facile pensare di andar via / E portarsi dietro la malinconia/ Non è facile partire e poi morire /Per rinascere in un’altra situazione

Un mondo migliore

a cura di Enzo Scalia

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